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DECRETO ANTICRISI
Martedì 28 luglio 2009 c’è stato il via libera della Camera al decreto legge anticrisi. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato, che ha già previsto sedute fino a domenica prossima per approvarlo nei tempi più stretti possibili. Nel caso dovesse essere ritoccato nel passaggio a Palazzo Madama, la Camera è già preallertata per una rapidissima terza lettura all'inizio della prossima settimana.
Per quanto riguarda il credito le novità più importanti introdotte riguardano i seguenti capitolati:
Bonifici e assegni (articolo 2, comma 1). A tutela dei risparmiatori, previsto (a pena di nullità di qualsiasi eventuale patto contrario) che, dal 1° novembre 2009, la data di valuta per il beneficiario di bonifici e assegni circolari non potrà superare il giorno lavorativo successivo alla data di versamento. Per gli assegni bancari, i giorni sono 3. Per quanto riguarda, invece, la disponibilità economica per il beneficiario, sempre dal 1° novembre prossimo, la data di disponibilità non potrà mai superare 4 giorni lavorativi successivi alla data del versamento per bonifici e assegni circolari, mentre per gli assegni bancari non potrà andare oltre i 5 giorni lavorativi successivi alla data del versamento. Un regime destinato a cambiare dal 1° aprile 2010, dove la data di disponibilità economica non potrà mai superare i 4 giorni per tutti i titoli.
Massimo scoperto (articolo 2, comma 2). E’ previsto che l'ammontare del corrispettivo omnicomprensivo non possa superare lo 0,5%,per trimestre, dell'importo dell'affidamento, a pena di nullità del patto di remunerazione. La novità sarà operativa dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto di manovra estiva. Viene introdotta una sanzione dell'1% mensile per le banche che ritardano il trasferimento di mutui.
Il ministro dell'Economia, con propri provvedimenti, assicurerà la vigilanza sull'osservanza, da parte delle banche, delle prescrizioni del presente articolo.
Aiuti PMI sul capitale e moratoria debiti - Il decreto introduce norme per rendere più solide le piccole imprese con uno sconto fiscale. Per investimenti fino a 500.000 euro viene considerato un rendimento del 3% annuo escluso dalle tasse per cinque anni. Sul fronte bancario, invece, arriva una norma ponte per la moratoria dei debiti nei confronti delle banche: consente di prevedere agevolazioni (anche temporali) per i costi finanziari delle sole piccole e medie imprese da realizzare con una convenzione con l'Associazione Bancaria Italiana (Abi) entro 4 mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione.
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